todo cambia

domenica 15 ottobre 2017

9 ottobre 1967 - 9 ottobre 2017, la mia intervista dal luogo di uccisione del Che in Bolivia per Radio Fiesole




50 anni sono passati dall'assassinio del Comandante Ernesto CHE Guevara, medico, guerrigliero, comunista, rivoluzionario, poeta, ministro, volontario, eroe e soprattutto uomo in carne e ossa di una etica e morale straordinaria, molte cose e molte storie si potrebbero dire su di lui e noi lo facciamo assieme a degli amici e compagni importanti che oggi portano il suo messaggio dentro al cuore, nelle piazze, e oggi nell'informazione radiofonica. E' impossibile ve lo dico da subito che il programma renda un giusto omaggio a questa grande personalità a questo grande uomo internazionalista puro, noi ci proviamo con:

- Geraldina Colotti
- Roberto Vallepiano
- Ida Garberi
- Roberto Fraschetti da La Higuera, Bolivia
-Antonio Alvarèz Pitaluga

Radio Fiesole, conduce Andrea Paolieri
... perché la la storia la scrivono i vincitori e "le bugie dei vincitori diventano storia mentre quelle dei vinti vengono scoperte" (Aristotele)

lunedì 18 settembre 2017

El Che es ícono de lucha y libertad

ENTREVISTA Por Carmen Esquivel (Prensa Latina)
BOLIVIA (Vallegrande) 
Para el escritor italiano Roberto Fraschetti, el pensamiento de Ernesto Guevara está hoy más vigente que nunca y por eso miles de personas acuden a esta localidad boliviana para rendirle homenaje. “El Che Guevara se encuentra en todos los lugares. Se ha convertido en ícono de libertad y de lucha y es admirado, incluso, por algunos que se consideran de derecha”, declaró a Prensa Latina el reconocido intelectual. Fraschetti viajó hasta Vallegrande para participar en los actos organizados en Bolivia con motivo del 50 aniversario de la presencia del guerrillero argentino-cubano en este país. “Es la quinta vez que elijo Bolivia como meta de mis viajes latinoamericanos y cada vez que vengo tengo la sensación de volver a casa”, dijo el autor de títulos como “Valle de Luna”, “Estrella del Sur” y “Viva Miguel”, los dos últimos ambientados en América Latina y la saga de los Gutierrez, quatro novelas ambiantadas a Cuba. El programa de actividades en Vallegrande es amplio y contempla un encuentro internacional del pensamiento guevarista, la reunión de comunicadores antiimperialistas y el congreso de medicina social. Hay también veladas culturales, exposiciones de libros, una muestra de cine, una feria de artesanía y una romería hasta el poblado de La Higuera y otros sitios vinculados a la historia del Guerrillero Heroico en este sitio. El grupo comandando por el Che llegó a Bolivia en noviembre de 1966 para iniciar la lucha por la liberación y durante 11 meses participó en 22 acciones y enfrentó situaciones tan hostiles como el mal tiempo, la falta de agua y de alimentos. Recorrieron caminos difíciles de la selva del sudeste boliviano desde Ñancahuazú hasta La Higuera, atravesaron cadenas montañosas abruptas y ríos caudalosos y sufrieron temperaturas sofocantes en verano y muy frías y húmedas en invierno. El 8 de octubre de 1967 el Che resultó herido y capturado en la Quebrada del Yuro y trasladado a la escuelita de La Higuera, donde fue asesinado al día siguiente por órdenes de la Agencia Central de Inteligencia (CIA). Su cadáver, con el torso desnudo, estuvo expuesto aquí en la lavandería del hospital Señor de Malta los días 9 y 10 de octubre. Personas que estuvieron en el lugar consideraron al Che como un cristo y decían que sus ojos abiertos lo seguían a todas partes. “El Che fue asesinado por los imperialistas a causa de sus ideas revolucionarias y por luchar por la libertad”, dijo el escritor italiano. Para Fraschetti todo hombre o mujer que se considere de izquierda debe tener como punto de referencia al Che y su concepto del Hombre Nuevo. Ernesto Guevara consideraba que la Revolución no es solamente una transformación de las estructuras sociales, de las instituciones; es además una profunda y radical transformación de los hombres, de su conciencia, costumbres, valores y hábitos y de sus relaciones sociales. Aunque hay muchos aspectos importantes de la vida y obra del Che, para el intelectual italiano lo más relevante de su personalidad fue “ estar continuamente al lado de los desfavorecidos”. Carmen Esquivel

giovedì 13 luglio 2017

Universo su "Le Monde Diplomatique"

Come era giusto che fosse, alla fine è arrivato. Sulle pagine de “Le Monde Diplomatique”, un giornale che pone al centro del dibattito i diritti civili e sociali degli uomini e l’autoderminazione dei popoli, non poteva mancare il tributo a Universo Diaz, il protagonista di “Tabacco”, il “donnaiolo impenitente” che passa metà della sua vita a occhi chiusi. E’ arrivato il giusto tributo a colui che combatterà la schiavitù e le vessazioni scoperte grazie a una donna, figlia della rivoluzione francese. Un universo differente e - Nomen omen - mai come questa volta il detto latino si cala a perfezione sul personaggio. E’ arrivato il giusto tributo proprio nel momento in cui le copie della prima stampa sono esaurite. Mille copie vendute per un romanzo che è un lungo incipit di una saga che parte dal 1838 per arrivare, con altre tre “cronache”, alla Revolucion fidelista guidata dai fratelli Castro, da Guevara e Cienfuegos.
Arriverà una ristampa. Per Natale. Non se ne può fare a meno e intanto ci godiamo “Luna Nuova” la seconda storia che pone al centro la rivoluzione cubana del 1868. Rimaniamo in attesa della prossima rivoluzione, quella del 1933 e della sua cronaca che ha per protagonista il nipote di Universo, Santiago e sullo sfondo un altro gigante della Storia cubana: Tony Guiteras che per primo intuì la necessità di avere dalla sua i campesinos.
Un popolo di rivoluzionari, ci assicura l’autore. Per questo, in tempi bui come questi, non potevo fare altro che scrivere di Cuba. Hasta siempre !!! 

sabato 8 luglio 2017

Biblio Gramsci

E' andata come speravo? Molto di più.... Non solo per il pubblico numeroso e soprattutto partecipe ma anche per gli interventi di Marco Papacci (vicepresidente dell'Ass. Naz. di amicizia Italia-Cuba) e Frank Gonzales, (responsabile di Prensa Latina Italia). Dopo la puntuale introduzione di Alba Vastano, giornalista de "La città futura", Universo Diaz l'ha fatta da padrone, lui, Irene, gli schiavi e la coscienza che nuove rivoluzioni si possono sempre inventare. Poi gli interventi precisi e significativi di Marco e Frank hanno trascinato gli intervenuti nell'isola rebelde. Rebelde e mai doma che continua a essere un punto di riferimento per chi sogna un mondo diverso. Grazie, camaradas e hasta siempre !

mercoledì 28 giugno 2017

Universo ospite della Biblioteca popolare Gramsci

Dopo essere stato intervistato, vezzeggiato e coccolato sulla rivista online "La città futura", Universo Diaz torna a raccontarsi alla Biblioteca popolare Gramsci di Roma. Insieme a Marco Papacci segretario del circolo di Roma dell'ass. naz. di amicizia Italia Cuba e Frank Gonzales responsabile di Prensa Latina, si parlerà di Cuba, dei nuovi schiavi, delle scellerate minacce del presidente nordamericano e della necessità dei popoli di inventare nuove rivoluzioni. 

domenica 28 maggio 2017

Universo ospite de "La città futura"

https://www.lacittafutura.it/cultura/da-tabacco-hasta-siempre.html (il link)

Lui è Universo Diaz, “donnaiolo impenitente, dedito al gioco e alla bella vita”. Così lo descrive l’autore, Roberto Fraschetti, nel primo romanzo che apre una saga di quattro volumi, che attraversano la storia di Cuba negli ultimi due secoli, fino alla Revolución del 1959. La nemesi storica delle vicende raccontate ha un forte impatto sul lettore, poiché lo scrittore riesce a trasferirvi, con una originale potenza descrittiva, la tensione vissuta dai personaggi, tanto che chi legge ne possa venire assorbito e vivere i fatti immedesimandosi nelle azioni e nelle emozioni dei personaggi. Cattura anche lo stile scorrevole del racconto e le vicende intriganti, talvolta profane e maliziose, in cui si imbatte il protagonista, specie nella sua prima vita in Spagna e durante la traversata verso la seconda. Avventure, persino erotiche, in netto contrasto con le vicissitudini della seconda vita rivoluzionaria del nostro Universo, nella magica isola cubana, che lo vede schierato al fianco degli oppressi per la giusta causa della liberazione dalla schiavitù.

giovedì 27 aprile 2017

Gramsci: 80 anni dalla scomparsa (un cervello che non ha mai smesso di funzionare)

Oggi il cimitero acattolico di Roma è affollato più che mai per la ricorrenza della morte del politico e intellettuale comunista, Una lunga fila di donne e uomini, giovani e meno giovani, con un fiore rosso in mano, hanno reso omaggio a quel cervello che mai ha smesso di dettare la linea ai proletari di tutto il mondo. 
"Per vent'anni dobbiamo impedire a questo cervello di funzionare" - furono le parole del pubblico ministero Michele Isgrò nell'udienza del 2 Giugno 1928 mentre svolgeva una requisitoria violentissima contro i capi comunisti, ben sapendo che aveva davanti un intellettuale di rara capacità e lungimiranza che, se lasciato libero di pensare e agire, avrebbe procurato al regime grossi danni, se non addirittura un processo di caduta irreversibile. La condanna fu pesantissima: venti anni, quattro mesi e cinque giorni di carcere.

Oggi il pensiero di Gramsci è più attuale che mai, in un mondo dove il lavoro e la manodopera sono per molti una condizione di semischiavitù, il tentativo di applicare il pensiero gramsciano diventa urgente e indispensabile.